Corno Piccolo (Gran Sasso d’Italia)
Via Normale da Sud - da Prati di Tivo
Introduzione:
Questa è la via più facile per salire sulla vetta del Corno Piccolo senza attrezzatura, naturalmente in estate, comunque è meglio proteggersi la testa con un caschetto. L'itinerario, anche se "via normale" è sempre alpinistico, non bisogna soffrire di vertigini, bisogna essere determinati, concentrati, convinti dell’impresa che si sta realizzando e farsi accompagnare da un amico più esperto.
Ci sono tratti esposti a sinistra, passaggi di I e di II grado. La via sale a mezza costa tutto il versante Sud della montagna tagliando canali di ghiaie e roccette e infine esce sulla Prima Spalla da dove si risale l’ultimo tratto, abbastanza aereo, rimanendo a sinistra di impressionanti e profonde spaccature nella roccia.
Fare riferimento alla cartina "Gran Sasso, 1:25.000, escursionismo e scialpinismo, Edizioni IL Lupo"
Tempo di salita 2,45 ore - ascesa circa 850 m - Km 4,5 - Traccia GPX
Tempo di ritorno stessa via 2 ore - ascesa 150 m - Km 4,5
Il percorso è alpinistico e lo strumento GPS non sempre si collega in maniera ottimale con i satelliti, non affidarsi più di tanto alla Traccia GPX
altre escursioni:
Note:
Le tracce riportate in rosso su alcune fotografie danno l’idea, più o meno, di dove passa il sentiero ma sono puramente indicative; la via sul campo è segnata molto bene (come già detto in altre parti di questa descrizione) e quindi seguire scrupolosamente i segni bianco-rosso.
Prima di giungere al Rifugio Carlo Franchetti, con una piccola deviazione, si può visitare la stele posta al ricordo del Tenente Silvio Scatozza del Gruppo Alpini di Pescara morto in un incidente di montagna nel Vallone delle Cornacchie.
Superato il Rifugio Carlo Franchetti, con una deviazione, si può andare vicino alla Croce (ai piedi della morena del Calderone) in ricordo dell'alpinista Giuseppe Raggi, caduto su queste rocce nel Novembre del 1972.
Accesso in auto:
La base di partenza dell'escursione, Prati di Tivo, si raggiunge per chi proviene da Roma percorrendo la Strada dei Parchi (autostrada A24 Roma-L'Aquila).
Usciti al casello L'Aquila Ovest si prende la Strada Statale 80 del Gran Sasso direzione Teramo, passato il Passo delle Capannelle (quota 1300 m) si scende lungamente dall'altra parte fino al bivio per Pietracamela-Prati di Tivo.
Chi non se la sente di percorrere, per tutta la sua lunghezza, la strada di montagna S.S. 80 anziché uscire a L'Aquila Ovest può continuare a percorrere l'autostrada, oltrepassare il lungo traforo del Gran Sasso (10 Km), e uscire al casello Colledara-San Gabriele-Prati di Tivo, da qui si prosegue per Montorio al Vomano e si imbocca la S.S. 80 a ritroso fino al bivio per Pietracamela-Prati di Tivo (i tempi di percorrenza non cambiano).
Descrizione:
Dai Prati di Tivo si prende l’ovovia che in 10 minuti ci porta da quota 1449 m a quota 2007 m località “la Madonnina”.
Se l’impianto di risalita è chiuso conviene, dal piazzale dei Prati di Tivo, proseguire in auto (fronte montagna a sinistra, Est) su strada asfaltata (tranne l'ultimo chilometro), fino alla località Piana del Laghetto, quota 1650 m (sella tra la Cima Alta 1715 m e l’Arapietra 1896 m) e da qui raggiungere, a piedi per ampia dorsale, la Madonnina, passando per il caratteristico Albergo diruto (45 minuti).
Si continua a salire su un sentiero molto evidente, si trascura a destra il sentiero attrezzato Pier Paolo Ventricini e si entra, a sinistra, nella Valle delle Cornacchie superando il Passo delle Scalette. Dopo circa 20 minuti (i tempi qui riportati sono sempre riferiti, se non altrimenti specificati, alla località “la Madonnina”) si supera un delicato passaggio esposto ad Est ma facilitato da una lunga corda fissa d’acciaio. Con una serie numerosa di tornanti si giunge al Rifugio Carlo Franchetti (quota 2433 m) 1,15 ore.
Dal Rifugio si sale in direzione Sud puntando all’evidente Sella dei Due Corni (quota 2547 m) che si raggiunge dopo esser passati vicino alla base del brecciaio della morena del Ghiacciaio del Calderone. Poco prima del valico c’è una biforcazione, il sentiero di sinistra porta verso il Corno Grande (ci sono le indicazioni scritte con vernice nera su un masso), si continua dritti uscendo sulla Sella dei Due Corni, 2547 m, di fronte alle Fiamme di Pietra, 20 minuti dal Rifugio (tempo complessivo fin qui 1,35 ore - ascesa 550 m - Km 3).
Si scende ripidamente nel Vallone dei Ginepri costeggiando le pareti delle Fiamme di Pietra, si trascura a destra l’inizio del sentiero attrezzato Via Danesi, quota 2465 m circa, indicazioni con vernice nera e una targa metallica, e si continua a perdere quota seguendo il sentiero che porta alla via normale e alla via attrezzata Pier Paolo Ventricini, ci sono altre indicazioni con vernice nera e targa.
Giunti a quota 2425 m circa c’è la biforcazione che a destra porta a seguire la Via Normale mentre a sinistra, ancora in discesa, si va verso il sentiero attrezzato Ventricini (15 minuti dalla Sella dei Due Corni - discesa 130 metri).
La via che stiamo per seguire è segnata molto bene con bandierine rotonde di vernice bianco-rosso. Si costeggia diagonalmente la parete soprastante, si supera il primo rilievo spigoloso e si scende di pochi metri per poi risalire e superare un secondo fianco. Si supera un canale poco evidente e si risale una paretina districandosi tra roccette ed erba, poi si continua con una leggera salita fino ad affacciarci su un secondo canale. Per attraversarlo bisogna scendere un ripido corridoio di una trentina di metri facilitato da numerosi appigli. Dall’altra parte si risale un sentiero breccioso e poi si supera una paretina di roccia non compatta districandosi tra i massi fino a scavalcare un terzo fianco della montagna. Si scende di pochi metri e si risale subito puntando verso un enorme masso incastrato che si supera passandoci sotto. Rimane da risalire un ultimo semplice canalino che costeggia in diagonale la parete rocciosa che abbiamo a destra e si sbuca sulla Prima Spalla (40 minuti dall’attacco della via normale - ascesa 200 m).
Si cambia direzione (Est), si risale l’ultimo tratto, 80 metri, abbastanza aereo, rimanendo a sinistra di impressionanti e profonde spaccature nella roccia, 15 minuti dalla Prima Spalla.
C’è un’altra possibilità per raggiungere la Croce di vetta impiegando lo stesso tempo di sopra: superata la prima profonda spaccatura si va a destra e si risale un ripido pietraio fino a raggiungere la cresta sommitale dove passa il sentiero della ferrata Danesi. Si prende a sinistra e scavalcato un intaglio (tratto aereo, vietato perde l’equilibrio) un’ultima corda di acciaio (non avendo l’attrezzatura bisogna fare molta attenzione) porta esattamente in vetta, 2655 m.
cartina 1-2
cartina 2-2
grafico altimetrico
001 - l’arrivo dell’ovovia da Prati di Tivo
002 - una bellissima e classica immagine
003 - in fondo il Passo delle Scalette
004 - stele al ricordo del Tenente Silvio Scatozza del Gruppo Alpini di Pescara morto in un incidente
di montagna nel Vallone delle Cornacchie
005 - il Rifugio Franchetti 2433 m
006 - serbatoi d’acqua (presa da una sorgente presso il Ghiacciaio del Calderone) che servono il Rifugio Franchetti
007 - la morena del Ghiacciaio del Calderone
008 - Croce (ai piedi della morena del Calderone) in ricordo dell’alpinista Giuseppe Raggi
caduto su queste rocce nel Novembre del 1972. In fondo a destra la nostra meta, vetta Corno Piccolo
009 - le fiamme di Pietra, al centro la Punta Dei Due e a sinistra il Campanile Livia
010 - dalla Sella dei Due Corni vista della buca che ha dato il nome al Passo del Cannone
011 - scendendo nel Vallone dei Ginepri, il Campanile Livia
012 - l’attacco della ferrata Via Danesi
013 - targa all’attacco della Via Danesi
014 - segnaletica per il sentiero Pier Paolo Ventricini (ferrata) e la Via Normale
015 - particolare delle targhe del sentiero Pier Paolo Ventricini
016 - il punto d’attacco della normale al Corno Piccolo
017 - la via normale al Corno Piccolo, segnata molto bene
018 - la via normale al Corno Piccolo, seguire i bollini circolari Rosso-Bianco
019 - un passaggio tra il I e il II grado
020 - la via anche se “via normale” è alpinistica
021 - discesa di una trentina di metri, I e II
022 - salita di II grado
023 - l’ambiente è sempre selvaggio e panoramico
024 - il passaggio sotto masso incastrato non manca mai sulle vie del Gran Sasso, come nella via Danesi e
altre sul Corno Grande
025 - particolare del masso incastrato
026 - si passa sotto all’enorme masso, particolare
027 - il passaggio sotto masso visto dall’alto e la via appena percorsa
028 - un alpinista al ritorno per la via normale dopo una arrampicata sul Corno Piccolo
029 - l’ultimo canalino da risalire prima di uscire sulla Prima Spalla
030 - la vetta del Corno Piccolo 2655 m
031 - si risale il lato dove c’è roccia compatta e liscia
032 - enorme spaccatura poco prima della vetta
033 - altra spaccatura più ampia e meno profonda della prima
034 - la Prima Spalla, salendo sulla vetta del Corno Piccolo
035 - la Croce di vetta, quota 2655 m
036 - la conca del Ghiacciaio del Calderone circondata dalle vette del Corno Grande vista dal Corno Piccolo
037 - Prati di Tivo vista dalla Croce del Corno Piccolo