Cittaducale, Peschio del Principe o Vena Rocca
per Cesalunga e il Laghetto (Casale Lucarelli)
tempo di salita: 4 ore
tempo di ritorno per la stessa via: 3 ore
tempo di ritorno per l’arco di San Lorenzo e Prata Coste: 3 ore
ascesa: 800 m
sviluppo: 24,5 Km - Traccia GPX
Premessa:
Facile escursione fatta tutta su strada sterrata che porta su una cima da dove si ammira la Valle del Fiume Velino, Monte Giano, il Gran Sasso, Monte Calvo, la Majella e Monte Nuria.
Il Peschio del Principe o Vena Rocca era sicuramente un sito militare strategico, proprio sulla vetta ci sono delle rovine di una grande fortezza a protezione dei paesi di Antrodoco, Borgovelino, Castel S. Angelo, Mozza, Canetra e la piana dove scorre il Fiume Velino. Questa roccaforte comunicava con altre torri sparse nella zona come quella che si trovava sul Monte Torrecane (anche qui ci sono rimaste solo le fondamenta).
La strada che da Cittaducale porta a Cesalunga è stata asfaltata e cementata nell'anno 2011, quindi, senza nessun problema, si può salire con qualsiasi auto fino al vecchio rifugio della Forestale di Cesalunga da dove si può iniziare l'escursione (si guadagna cosi, tra a/r: 2 ore, un’ascesa di 260 metri e 8 chilometri).
Descrizione:
Dalla piazza di Cittaducale (481 m) si percorre Corso Giuseppe Mazzini, superata la Torre Angioina si segue a sinistra Via San Francesco, si passa accanto al cimitero e si sale sempre su asfalto. A un trivio (550 m) si va a destra (trascurare a sinistra Via San Felice da Cantalice), al successivo bivio lasciare a sinistra Via San Francesco e andare dritti. Trascurando tutte le deviazioni, sia a destra che a sinistra, si passa il serbatoio dell’acquedotto, una fonte alimentata dal bipartitore e si arriva presso la grossa radura di Cesalunga (740 m, 0.45 ore), dove termina l’asfalto e si nota un rifugio Forestale.
A piedi, lasciando il rifugio sulla destra, si continua in salita lungo la sconnessa strada sterrata in direzione Nord e, subito, si trascurano due vie secondarie, una a destra e l’altra a sinistra. A un curvone in senso orario (785 m) si ignora la strada che continua in piano a sinistra (porta a Prata Coste), subito dopo una strada tagliafuoco in netta salita a sinistra e si arriva al bivio che a sinistra porta al poligono di tiro ora in disuso (805 m, 0.20 ore, si può andare a curiosare ma la vegetazione si sta riprendendo tutto quello che gli era stato tolto).
Ritornati sulla via principale si continua a salire, si effettuano due tornanti (la zona è chiamata Montagna dei Cesoni) e si ignora a destra una sterrata che porta a Fonte Scentelle e al paese di Paterno (925 m). Al tornante successivo (935 m) si lascia un’altra strada a destra che si collega con quella ignorata pochi minuti prima e si sale ancora fino ad attraversare una grossa spaccatura artificiale fatta per facilitare il passaggio, la zona è chiamata "Montagna Spaccata".
Subito dopo c’è uno spiazzo (988 m, 0.40 ore) con due stradine secondarie a sinistra, una sale e l’altra scende, trascurarle tutte e due e continuare sulla sterrata principale quasi in piano (direzione Est). Più avanti si passa tra il Cimale Cardone a Nord e il Cimale Paterno a Sud, si trascurano altre strade secondarie a destra che scendono sui prati sottostanti e si arriva così al Laghetto (1050 m, 0.30 ore) nei pressi dei ruderi del Casale Dentrocani e il Casale Lucarelli.
Ancora avanti per pochi minuti e si vede la Fonte del Cignale (1065 m), che si trova nel piccolo prato a sinistra della strada, a destra c’è un cartello escursionistico che indica un sentiero segnato che porta a Castel S. Angelo. Poco dopo c’è una biforcazione (1080 m), la strada di sinistra, che è la principale, continua lungamente verso Terminillo, si va a destra e senza possibilità d’errore (c’è una grande freccia di legno che indica la direzione per Vena Rocca), trascurando tutte le deviazioni sulla destra, si arriva a toccare la Croce del Peschio del Principe o Vena Rocca (1267 m, 1.15 ore). Ottimo il panorama sul Monte Giano, Monte Calvo (tra i due si intravede il Gran Sasso), Majella, Monte Nuria e i paesi sottostanti dove scorre il Fiume Velino.
Al ritorno si può percorrere la stessa via in circa 3 ore oppure, ritornati alla Fonte del Cignale, si percorre la valle che si trova dietro la fonte in direzione Sud-Ovest (per individuarla facilmente sulla mappa la chiamiamo con un nome fittizio “Valle del Cignale”), rimanendo sul fondo e zigzagando per evitare la vegetazione più fitta. Si arriva così ad intersecare un’altra valle (1020 m, anche questa la chiamiamo con un nome fittizio “Valle San Lorenzo”) che si prende a destra. Poco prima che il fondo di questa si fa malagevole (1000 m) la si attraversa e si continua sul versante sinistro (senso orografico) su un sentiero che, seguendo il fosso a mezzacosta, arriva alla Fonte di San Lorenzo 900 m (attualmente secca e ridotta a rudere).
Da qui si segue una sterrata di servizio all’acquedotto di Cittaducale, si scende fino all’Arco di San Lorenzo (870 m) e si prosegue in direzione Ovest per circa 2 chilometri fino al bivio dove quasi al centro si trova un tombino (750 m). Si continua dritti, in leggera salita, fino a incrociare presso una grossa curva la sterrata percorsa all’andata (785 m) che si prende a destra e si ritorna all'auto (3 ore).
cartina 1-2 OpenStreetMap
cartina 2-2 OpenStreetMap
cartina 4-4
cartina 3-4
cartina 2-4
cartina 1-4
001 - Rifugio Forestale di Cesa Lunga 740 m, Cittaducale
001a - curiosità...., il Rifugio Forestale di Cesa Lunga durante una bufera di neve
001b - curiosità...., il Rifugio Forestale di Cesa Lunga dopo qualche giorno dalla bufera
002 - Chiesetta degli Alpini, Cesa Lunga
002a - curiosità...., la Chiesetta degli Alpini dopo una nevicata
003 - bivio sul curvone poco sopra Cesa Lunga
004 - nei pressi di Cesa Lunga
005 - ex Poligono, le postazioni di tiro
006 - antico cartello stradale
007 - primo bivio che a destra porta a Fonte Scentelle e a Paterno
008 - secondo bivio per Fonte Scentelle e Paterno
009 - …si sale ancora fino ad attraversare una grossa spaccatura artificiale "la Montagna Spaccata"…
010 - uno sguardo verso il Monte Nuria e la pineta dove si trova la Fonte Scentelle
011 - …Subito dopo c’è uno spiazzo con due stradine secondarie a sinistra, una sale e l’altra scende, trascurarle tutte e due…
012 - in fondo si vede Rieti con i Monti Sabini, a destra il paese di Castelfranco
013 - il Casale D’Antoni, il puntino bianco in alto
014 - il Laghetto tra il Casale Dentrocani e il Casale Lucarelli
014a - curiosità...., il laghetto tra il Casale Dentrocani e il Casale Lucarelli in una fredda e bella giornata d'inverno
014b - curiosità...., con le racchette da neve sul laghetto ghiacciato
014c - tramonto sul laghetto ghiacciato, 1 Gennaio 2014
014d - il fontanile nei pressi del laghetto, 1 Gennaio 2014
015 - cartello escursionistico vicino la Fonte del Cignale
016 - la Fonte del Cignale, quota 1065 m
017 - a sinistra la sterrata continua per la Valle Rimalle a destra per il Peschio del Principe
018 - il Monte Nuria e a sinistra si nota la punta del Torrecane
019 - il Monte Giano e il Monte Calvo, tra i due, al centro, si nota il Gran Sasso
020 - particolare della scritta DUX sul Monte Giano, a destra si nota il Gran Sasso
021 - il Peschio del Principe 1267 m
022 - il Peschio del Principe, finalmente vicino
023 - particolare dell’antica fortezza di Vena Rocca o Peschio del Principe
024 - particolare dell’antica fortezza di Vena Rocca o Peschio del Principe
025 - la Croce del Peschio del Principe
026 - le scritte sotto la Croce
026a - Peschio del Principe, 28 Febbraio 2013
026b - escursione da Cittaducale al Peschio del Principe con il CAI di Rieti, 6 Aprile 2014
027 - panoramica dal Peschio del Principe, in basso si nota il paese di Borgovelino
028 - un altare costruito dagli alpini in congedo, di fronte si vede la Cimata di Castello
029 - al ritorno dall’escursione,…la Fonte di San Lorenzo, quota 900 metri, necessita di un urgente restauro.
030 - passaggio del gruppo escursionistico del CAI di Rieti presso la Fonte di San Lorenzo, 6 Aprile 2014