Terme di Vespasiano, Terme (o Villa) di Tito
Archeosentiero dei Flavi Vespasiani
giro ad anello: da Cittaducale a Castel S. Angelo
tempo del giro: 6 ore
ascesa: 400 m
sviluppo: 22 Km - Traccia GPX
Premessa:
L’itinerario segue un piccolo tratto del sentiero “Con le Ali ai Piedi” nei luoghi di San Francesco e dell’Arcangelo San Gabriele, percorso entusiasmante che attraversa, Lazio, Abruzzo, Molise e Nord della Puglia, tra valli sconosciute, città d’arte e paesaggi mozzafiato (dal Santuario di Poggio Bustone, provincia di Rieti al Santuario di San Michele Arcangelo, comune di Monte Sant'Angelo, provincia di Foggia).
Si percorre una parte della via denominata “Salaria Quattro Regioni Senza Confine", percorso ideato e realizzato in occasione dei 150 anni di vita del Club Alpino Italiano che collega San Benedetto del Tronto con Roma.
Si percorre una piccola parte del "Sentiero Europeo E1" che da Capo Nord (Norvegia) collega Capo Passero in Sicilia (provincia di Siracusa).
Descrizione:
Dalla piazza di Cittaducale (481 m), si segue Via Corso Mazzini fino alla Torre Angioina e poi Viale Duca degli Abruzzi. Appena dopo un supermercato si gira a sinistra in Via Ermenelgildo Gioia. Si sale di pochi metri e poi si inizia a scendere; si passa accanto alla Fonte del Poggio (480 m), a un’edicola sacra (466 m) e si arriva al quadrivio (443 m) con la strada comunale Via Cesoni (443 m, 0.30 ore). Qui, nascosto dall’erba, c’è un piccolo canale dove scorre l’acqua della Sorgente di Caporio, non sempre presente e per questo fluttuante.
Si continua a sinistra sulla strada asfaltata (Via Cesoni) ed in poco tempo si giunge all’ingresso della piccola frazione di Cesoni. Arrivati vicino alla chiesa di Santa Maria (491 m, 0.15 ore) si prosegue lungo la strada di destra (perpendicolare all’edificio); percorsi 200 metri si va a destra (Sud) in leggera discesa su di una larga mulattiera. Dopo 300 metri si è a una biforcazione (450 m, 0.15 ore): la strada di sinistra la seguiremo subito dopo la visita esterna all’area archeologica delle Terme di Vespasiano (se queste risultassero chiuse).
Si continua dritti e poco dopo si incrocia una sterrata un po’ più grande che presa a sinistra porta vicino al cancello d’entrata dell’area archeologica (439 m, 0.10 ore). Se il cancello fosse aperto, dopo la visita, senza uscire dal recinto dell’area archeologica, si segue la linea elettrica dell’alta tensione in direzione Est; appena superato l’ultimo antico manufatto si inizia a vedere sull’erba la traccia da percorrere. Dopo un centinaio di metri, questa esce fuori dal recinto attraverso un cancello posto dalla parte opposta dell’entrata, unendosi alla traccia che avremmo seguito se l’area archeologica fosse stata chiusa.
Se l’area archeologica risultasse dunque chiusa, dopo una visita esterna si ritorna al bivio (450 m) e si va a destra (Est). Per un tratto, si costeggia a sinistra un oliveto e a destra la recinzione del sito archeologico; superata una sbarra sempre chiusa, si giunge alla fine della sterrata presso un vecchio palo in cemento adibito al trasporto della corrente elettrica (in disuso: sono rimasti gli isolatori senza fili di rame).
Si prosegue nel bosco lungo una mulattiera che scende leggermente arrivando a una biforcazione con a destra un sentiero proveniente dall’area archeologica (quello che avremmo percorso se i cancelli delle Terme fossero aperti); si procede in piano seguendo la linea elettrica ad alta tensione e una condotta dell’acquedotto. Dopo pochi minuti, si passa vicino a delle reti paramassi ancorate nel terreno: da qui è possibile affacciarsi sui ruderi della Chiesa di San Vittorino (la visiteremo al ritorno) e sulla bella piana coltivata del Fiume Velino. Sporadicamente si incontrano dei segnali di vernice giallo-rosso, segno che questo sentiero, fino a qualche tempo fa, era frequentato.
Alla biforcazione successiva (420 m, 0.10 ore, il tempo è lo stesso sia se si parte dall’interno dell’area archeologica o dall’esterno, senza considerare il tempo per la visita del sito), si prende a sinistra superando una fitta vegetazione. Usciti dalla boscaglia, si oltrepassa tenendolo a destra un terreno coltivato ad oliveto (in basso c’è un pollaio ed un piccolo recinto dove ci sono alcuni cani) e si continua per l’evidente sentiero sempre in direzione Est. Ci si affaccia così sulla sorgente dell’acqua solfurea delle Terme di Cotilia nel punto dove altre reti paramassi sono ancorati nel terreno (465 m, 0.15 ore).
Si prosegue a mezza costa in direzione Nord-Est su un antico sentiero nel bosco. Questo, era chiuso da parecchi anni, è stato liberato in parte dalla vegetazione nel mese di Maggio 2016; non rimane altro che percorrerlo frequentemente per riportarlo agli “antichi splendori”. Passata una vecchia edicola sacra (575 m), ci si immette su una stradina che passa tra le case a monte del borgo di Paterno e raggiunge la Piazza dei Cinquecento dove c’è una bellissima fontana con lavatoio in parte coperto da un tetto (617 m, 0.40 ore).
Dalla piazza si scende per Via Coatit e poi Via Paterno fino al primo bivio, si segue la strada cementata di sinistra che sbuca sull’ultimo tornante della strada asfaltata (Strada Castello Paterno) che da Paterno porta a Castel S. Angelo: seguendo questa, si giunge nel borgo di Castel S. Angelo (581 m, 0.30 ore). Visitato il paese si torna indietro di poche centinaia di metri fino alla chiesa di San Rocco: si imbocca a destra una sterrata che in piano (dopo poco più di 1 Km) ci porta presso quello che è rimasto delle Terme o Villa di Tito, Cutilia su IGM (493 m, 0.45 ore). Vicino alla Villa dei Flavi è interessante dare un’occhiata alla dolina chiamata Lago Secco o Pozzo Secco attualmente ricoperta da vegetazione (480 m).
Per raggiungere il Lago di Paterno, si torna indietro per una decina di metri lungo la sterrata appena percorsa e al bivio si prende a destra in discesa fino all’intersezione con la strada asfaltata Via dei Laghi. Ancora a destra e all’incrocio si gira in Via Tito Flavio Vespasiano dove ci si può avvicinare al Lago (430 m, 0.15 ore), è da notare che il Lago di Paterno viene chiamato anche Lago di Ratignano o Latignano. Ripresa Via dei Laghi la si lascia subito per imboccare, a destra, Via Villa Reale (dietro la chiesa parrocchiale), superato su un ponticello il canale della centrale idroelettrica di Cotilia, con una piccola deviazione a sinistra si può osservare il Lago di Mezzo, chiamato anche Pozzo di Mezzo o Pozzo Chiaro (413 m). Ancora in discesa lungo Via Villa Reale fino ad attraversare la Strada Statale Salaria al Km 103, dall’altra parte si continua in Via Termine passando accanto al terzo lago (406 m, 0.15 ore) detto Pozzo del Burrino o Burino, chiamato anche Lago Lordo o Pozzo Sfondato.
Si percorre tutta Via Termine, ai bivi tenersi a sinistra; alla fine ci si immette in Via Roma dove si prende a sinistra per poche decine di metri per poi girare a destra su uno sterrato che attraversa, con un sottopasso, la ferrovia. Si prosegue paralleli alla via ferroviaria in direzione Sud-Ovest (destra) fino all’incontro con il Fiume Velino. Si passa sotto al ponte di ferro e si continua sull’argine destro (senso orografico e di marcia) del corso d’acqua. Attraversata Via Roma ancora si costeggia il Fiume per altri 500 metri trascurando un ponte sulla sinistra, al bivio successivo si va a destra in Via Sorgenti del Peschiera. Dopo aver camminato per 300 metri, si svolta a sinistra seguendo una sterrata in direzione Nord-Ovest fino all’incrocio con un’altra via che si segue a destra. Si oltrepassa su un ponte un torrente con una buona portata d’acqua mista (normale e solfuria) e si giunge alle Terme di Cotilia (409 m, 0.45 ore) dove c’è la sorgente di acqua solfuria e le fontane.
Dopo averla bevuta si prosegue in direzione Ovest percorrendo 1 Km di Strada Statale Salaria. Si rimane sul bordo sinistro senso di marcia, c’è abbastanza spazio, tra la carreggiata e il guardrail, che si sfrutta come sentierino. Si arriva così nei pressi della chiesa di San Vittorino (405 m, 0.15 ore), c’è la possibilità di visitare il rudere entrando dalla porta principale grazie a delle passerelle di ferro che aiutano a superare il torrente che fuoriesce dal pavimento. Ripresa la Salaria si percorrono ancora 250 m per poi prendere a destra uno stradino che ci riporta presso le Terme di Flavio Vespasiano (non prima di aver attraversato su un ponticello il canale della centrale idroelettrica di Cotilia). Dall’area archeologica giunti al bivio di quota 439 m, si prosegue dritti (Nord-Ovest) evitando di passare per Cesoni.
Si arriva così all’incrocio con la Strada Comunale Via Cesoni da dove si segue la via percorsa in mattinata fino a Cittaducale (1 ora).
cartina 1-2 OpenStreetMap
cartina 2-2
Le foto dal numero 045 al numero 079 sono di un'escursione fatta con il Club Alpino Italiano in collaborazione con la Proloco di Cittaducale, inverno 2017
001 - il cancello principale d'ingresso al sito archeologico delle Terme di Vespasiano, lato Ovest
002 - il cancello di solito è sempre aperto
003 - particolare
004 - Chiesa di Santa Maria in Cesonis (antica), I sec. d. c. Costruita utilizzando parte del materiale delle antiche terme
005 - la grande piscina e il traliccio da prendere come riferimento per poi trovare la traccia da percorrere direzione Paterno
006 - particolare del bordo della piscina
007 - il traliccio di riferimento all’interno dell’area archeologica
008 - il sentiero
009 - il cancello d’uscita opposto a quello d’entrata, lato Est
010 - il secondo cancello d’entrata, lato Ovest, anche questo di solito aperto
011 - dalla parte opposta del secondo cancello si scendono dei gradini e si entra nell’area archeologica (da utilizzare se è chiuso l’ingresso principale)
012 - se invece il sito archeologico è chiuso questa è la strada da seguire
013 - la sbarra da superare
014 - il palo in cemento della corrente elettrica in disuso
015 - il sentiero da seguire, passa sotto la linea elettrica dell’alta tensione. Qui il sentiero che passa all'esterno dell'area archeologica e quello che
passa all'interno si riuniscono
016 - sentiero evidente
017 - antichi segnali di vernice giallo-rosso
018 - un tombino dell’acquedotto
019 - i ruderi della chiesa di San Vittorino
020 - si segue sempre la linea elettrica
021 - un cambio di direzione
022 - altro cambio di direzione
023 - una staccionata
024 - un muro a secco
025 - il punto dove il sentiero si divide, a sinistra si segue l’antica via riportata su IGM, a destra si segue la traccia sotto la linea elettrica
033 - l'antico sentiero mentre viene riscoperto e liberato dalla vegetazione
034 - l’edicola sacra lungo il vecchio sentiero, quota 575 m
035 - l’ingresso nel borgo di Paterno dall’antico sentiero
036 - il Lago di Paterno visto dal paese
037 - Piazza dei Cinquecento
038 - il fontanile della piazza
039 - Castel S. Angelo
040 - il castello con la torre di Castel S. Angelo
041 - la via che porta alle Terme o Villa di Tito
042 - le Terme o Villa di Tito
043 - il Lago di Paterno visto dalle Terme di Tito
044 - un capriolo visto nei pressi delle Terme di Vespasiano
le foto dal numero 045 al numero 079 sono di un'escursione fatta con il CAI in collaborazione con la Proloco di Cittaducale,
inverno 2017
045 - Cittaducale (Rieti), quota 480 m
046 - Corso Mazzini (Cittaducale)
047 - La Torre Angioina
048 - Via Ermenelgildo Gioia
049 - Area Archeologica delle Terme di Flavio Vespasiano
050 - uno sguardo verso l’antica Strada Salaria
050a - particolare dell’antica Strada Salaria
051 - escursionisti in biker e a piedi
052 - da sinistra Giuseppe Albrizio, Francesco Battisti, Giuseppe Tuccillo
053 - da sinistra Giuseppe Albrizio, Elena Santilli (la nostra guida di Cittaducale e degli scavi archeologici), Sergio Ranalli
(ex Presidente della Proloco e attualmente segretario) e la moglie
054 - il sentiero che dalle Terme di Flavio vespasiano porta al Borgo di Paterno (frazione del comune di Castel S. Angelo)
055 - particolare del sentiero
056 - Piazza dei Cinquecento (Paterno, Castel S. Angelo)
057 - percorrendo le strade del borgo di Paterno
058 - le Terme o Villa di Tito, in alto il borgo di Paterno
059 - particolare della Villa di Tito
060 - un antico mosaico
061 - dalla villa di Tito
062 - la Villa di Tito e tra gli olivi il Lago di Paterno
063 - dolina chiamata Lago Secco o Pozzo Secco, nei pressi della Villa di Tito, quota 480 m
064 - trasferimento dalla villa di Tito al Lago di Paterno, in alto il borgo di Paterno
065 - il Lago di Paterno, chiamato anche Lago di Ratignano o Latignano, quota 430 m. Si notano il borgo di Paterno e le
Terme o villa di Tito
066 - a sinistra Antonio Desideri con il padre
067 - il canale della Centrale Idroelettrica di Cotilia
068 - il Lago di Mezzo chiamato anche Pozzo di Mezzo o Pozzo Chiaro, quota 413 m
069 - Pozzo del Burrino o Burino, chiamato anche Lago Lordo o Pozzo Sfondato, quota 406 m
070 - la scritta DUX sul Monte Giano in una immagine ravvicinata
071 - la sterrata parallela alla ferrovia
072 - il passaggio sotto al ponte di ferro della ferrovia
073 - il tratto della Strada Salaria da percorrere, a sinistra si nota il lago di acqua solfuria
074 - l’ingresso della chiesa di San Vittorino, in parte sprofondata, porta la data del 1508
075 - l’ingresso nella chiesa, in primo piano Massimo Ferri, dietro Fabrizio Giovannelli e Enrico Ferri
076 - interno della chiesa
077 - particolare della volta
078 - la sorgente all’interno della chiesa
079 - il ritorno all’area Archeologica e a Cittaducale