Cammino di Francesco
La Valle Santa Reatina
giro ad anello
Introduzione: In questi ultimi anni sono nati numerosi percorsi della fede che ricalcano gli antichi pellegrinaggi, che dal Medioevo ed ancora prima, da ogni parte dell’Italia e dell’Europa portavano a Roma. Tra i più importanti c’è il Cammino di Francesco, il Cammino di Benedetto, la Via Francigena del Nord, la Via Francigena del Sud. L’anello qui descritto, che fa parte di un ramo molto importante del Cammino di Francesco, può essere effettuato in qualsiasi periodo dell’anno da tutti, a piedi, a cavallo, in mountainbike e chi ha problemi motori può recarsi in auto a visitare i 4 santuari francescani.
E’ diviso in tre tappe che si possono effettuare in tre giorni consecutivi, un vero trekking (vi sono parecchi B&B durante tutto il cammino dove poter sostare). Nulla vieta di effettuare le tappe una alla volta in giorni e periodi diversi, in questo caso ogni escursione diventa una traversata e bisogna organizzarsi con le auto lasciandone una alla base di partenza e l’altra al punto d’arrivo. E’ un cammino di fede che ha in se una grande valenza paesaggistica, naturalistica, storica e monumentale sia per le contrade che attraversa, ricche di storia e monumenti, sia per i fitti boschi sia per le visuali panoramiche. Il viandante ha la possibilità di visitare la Valle Reatina che presenta una natura incontaminata, ricca di silenzio e di serenità, circondata da monti e colline da cui si erge, con tutta la sua maestosità il monte Terminillo.
Il tracciato utilizza in gran parte strade di scarsa percorrenza (sentieri, mulattiere, sterrate) in modo da permettere al pellegrino o all’escursionista di camminare su meno strade possibili soggette a traffico, comunque non mancano tratti (per fortuna non lunghi) su Strade Statali dove la viabilità è molta intensa. Suggeriamo a chi vuole compiere tutto l’anello e preferisce sostare, alla fine di ogni tappa, sempre nella stessa struttura ricettiva (B&B, albergo o altro), anche se si trova fuori dal “Cammino” che si sta percorrendo, di trovare un gestore disponibile, a fine giornata, di venire a prenderlo con il proprio mezzo e a riportarlo il giorno dopo nello stesso punto, per la continuazione del percorso.
Si consiglia di non correre, di non avere fretta, di non stressarsi, di non stancarsi, in questo modo rimanendo “freschi” di corpo e di mente si può sentire meglio il profondo senso di libertà spirituale che questi cammini portano. Bisogna avere anche molta curiosità senza la quale qualsiasi “Cammino” diventa monotono, faticoso, senza scopo. Il percorso qui descritto parte da Rieti in senso orario ma nulla vieta di programmare l’anello nel senso opposto. Si parte da Piazza Vittori, al lato della Cattedrale, vicino alla statua in bronzo che rappresenta San Francesco nell’atto di benedire la città.
Il primo santuario che si visita è quello di Fonte Colombo, qui nel 1223 il Santo dopo 40 giorni di digiuno, dettò la Regola definitiva a frate Leone. Nel 1225 in una cella di questo complesso religioso il Santo, essendo ammalato a causa di un’infezione, subì la dolorosa cauterizzazione agli occhi “senza che il fuoco facesse male”.
Da fonte Colombo prima di arrivare a Greccio si passa accanto all’Abbazia di Santo Pastore. Il più grande monumento conventuale che i dintorni di Rieti possano vantare, fu abbazia cistercense e residenza dei Papi. Fino a pochi decenni fa la struttura giaceva in cattivissimo stato, abbandonata da secoli, era invasa da piante di ogni tipo, rovi ed edera. Dopo anni di restauro l’Abbazia ha ritrovato lo splendore che le apparteneva, è diventata una residenza d’epoca ed eventi lungo il Cammino di Francesco, vincolata dalla Soprintendenza dei Beni Architettonici e Paesaggistici del Lazio. Una targa all’interno della struttura ricorda la data di nascita del monastero, nel quinto giorno del mese di maggio dell’anno 1255 sotto l’abate Andrea, il priore Roberto e il sottopriore Palmerio.
La targa si è conservata fino ai giorni d’oggi perché fu gettata nella grande cisterna dell’Abbazia insieme al grande batacchio della campana della torre d’osservazione che ora è appesa al muro. Un’altra targa ricorda che nell’agosto del 1570 soggiornò nell’Abbazia sua Altezza Serenissima Madama Margherita d’Austria, figlia dell’Imperatore Carlo V. Duchessa di Parma e di Piacenza, Governatrice delle Fiandre, Signora di Cittaducale, L’Aquila, Campli, Penne, Leonessa e Montereale. Margherita d’Austria arrivò con la sua corte di cui faceva parte Francesco De Marchi, alpinista, speleologo e ingegnere militare che tre anni dopo, il 19 agosto del 1573, scalò per primo la vetta occidentale del Corno Grande del Gran Sasso d’Italia (2912 m).
Molto interessante da vedere è la caratteristica scala a chiocciola che porta sulla torre, scala che si è conservata intatta fino ai nostri giorni. Se passando da quelle parti si trova il cancello d’ingresso chiuso provare a suonare, di solito il guardiano è disponibile a guidarvi nella visita e senza impegno.
Il secondo Santuario è quello di Greccio; qui Francesco venne nel 2017 e rimasto affascinato per la devozione della gente decise di stabile un romitorio dove si rifugiò più volte insieme ai suoi compagni. Nel 1223, subito dopo il riconoscimento della Regola, approvata da papa Onorio III il 29 novembre, riscoprì la Natività di Gesù Bambino rinnovando la tradizione del Presepio quale segno di pace universale, rendendo famoso questo luogo nel mondo come “la nuova Betlemme”.
Il terzo Santuario è quello di San Giacomo a Poggio Bustone “il paese del buon giorno”, cosi chiamato per il saluto (“Buon giorno buona gente!”) di Francesco nel 1208, al suo arrivo per la prima volta nella Valle Reatina. Qui il santo ebbe la visione che gli confermò il perdono dei peccati giovanili e la crescita dell’Ordine.
Prima di arrivare al quarto ed ultimo Santuario interessante è la visita alla Basilica di San Felice da Cantalice e, più avanti, al Santuario di San Felice all’Acqua dove il Santo fece scaturire acqua dal terreno arido. Da questa chiesa parte un interessante sentiero di fede, di un giorno, intitolato il "Cammino di San Felice da Cantalice"che ricalca la via che Felice Porro fece fino a Cittaducale dove in seguito si fece frate.
Ultimo luogo sacro da visitare è il Santuario di Santa Maria della Foresta. Nel 1225 San Francesco giunse a Rieti per farsi curare gli occhi. In attesa dell’operazione fu ospitato da un povero prete che si occupava della chiesa di San Fabiano, oggi inglobata nella chiesa di Santa Maria, costruita successivamente. Per questo prete Francesco compì il miracolo dell’uva ridonando abbondanti grappoli a una vigna che il popolo, accorrendo per vederlo, aveva completamente spogliato. In questo luogo, come convengono tanti studiosi, compose il Cantico delle creature o almeno parte di esso.
cartina anello della Valle Santa Reatina
grafico altimetrico
Le tappe sono:
Valle Santa Reatina tappa 001: statua di San Francesco (Duomo di Rieti)-Santuario di Fonte Colombo-Abbazia di Santo Pastore-Santuario di Greccio
Valle Santa Reatina tappa 002: Santuario di Greccio-Santuario di San Giacomo (Poggio Bustone)
Valle Santa Reatina tappa 003: Santuario di San Giacomo-Santuario di San Felice all'Acqua-Santuario della Foresta-statua di San Francesco (Duomo di Rieti)
Il pellegrino che percorre il Cammino di Francesco o altri Cammini di Fede, come quello di San Benedetto, giunto a Rieti, può visitare tutti i Santuari che si affacciano nella Valle Reatina con un itinerario ad anello da fare a piedi in tre giorni. IL giro si può compiere sia in senso orario che antiorario. In senso orario, partendo dalla statua in bronzo che rappresenta Francesco nell’atto di benedire la città
la statua di San Francesco e il Duomo di Rieti
che si trova in Piazza Vittori, al lato della Cattedrale, si visita per primo il Santuario di
Fonte Colombo.
il Santuario di Fonte Colombo
Qui nel 1223 il Santo, dopo 40 giorni di totale digiuno, dettò la Regola definitiva a frate
Leone e qui si trova la cella dove nel 1225 subì la dolorosa cauterizzazione agli occhi
“senza che il fuoco gli facesse male”.
il chiostro del Santuario di Fonte Colombo
Da Fonte Colombo prima di arrivare a Greccio si passa accanto all'Abbazia di Santo
Pastore
Abbazia di Santo Pastore
IL secondo Santuario è quello di Greccio; qui Francesco, dopo un primo passaggio
nel 1217 che lo affascinò per la devozione della gente, nel 1217 vi stabilì un romitorio.
il Santuario di Greccio e la statua di San Giovanni Paolo II
Nel 1223, subito dopo il riconoscimento della Regola, riscoprì la Natività di Gesù
Bambino rinnovando la tradizione del Presepio quale segno di pace universale,
rendendo famoso questo luogo nel mondo come “la nuova Betlemme”.
il cortile del Santuario di Greccio
Il terzo Santuario è quello di San Giacomo a Poggio Bustone “il paese del buon
giorno”, cosi chiamato per il saluto (“Buon giorno buona gente!”) di Francesco nel
1208, al suo arrivo per la prima volta nella Valle Reatina.
il Santuario di San Giacomo, Poggio Bustone
Qui il santo ebbe la visione che gli confermò il perdono dei peccati giovanili e la
crescita dell’Ordine. Prima di arrivare al quarto ed ultimo Santuario interessante è la
visita alla Basilica di San Felice da Cantalice e, più avanti, al Santuario di San Felice
all’Acqua dove il Santo fece scaturire acqua dal terreno arido.
il Santuario di San Felice all'Acqua
Da questa chiesa parte un interessante sentiero di fede, di un giorno, intitolato
il Cammino di San Felice da Cantalice che ricalca la via che Felice Porro fece fino
a Cittaducale dove in seguito si fece frate.
l'interno del Santuario di San Felice all'Acqua
Ultimo luogo sacro da visitare è il Santuario di Santa Maria della Foresta.
il Santuario della Foresta
Nel 1225 San Francesco giunse a Rieti per farsi curare gli occhi. In attesa
dell’operazione fu ospitato da un povero prete che si occupava della chiesa di
San Fabiano, oggi inglobata nella chiesa di Santa Maria , costruita successivamente.
Per questo prete Francesco compì il miracolo dell’uva ridonando abbondanti grappoli
a una vigna che il popolo, accorrendo per vederlo, aveva completamente spogliato.
particolare del Santuario della Foresta
In questo luogo, come convengono tanti studiosi, compose il Cantico delle creature o
almeno parte di esso.